Akio Morita: fondatore della Sony e del Made in Japan

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Molti imprenditori hanno ereditato aziende importanti, altri hanno iniziato da zero e poi ci sono altri ancora che dimostrano come l’imprenditorialità sia una capacità difficilmente inquadrabile ma capace di regalare sempre storie incredibili.
Quella di oggi è la storia di Akio Morita, il suo nome forse non dice molto, ma a far clamore sono stati e sono i suoi prodotti e l’azienda da lui fondata.

 

Gli inizi di Akio Morita

Akio Morita nasce nel 1921 a Nagoya, in Giappone, in una famiglia di imprenditori che portava avanti una storica azienda di sakè e salsa di soia da ben 14 generazioni.

Akio era il maggiore dei 3 figli e i suoi genitori si aspettavano che avrebbe preso in consegna il timone della loro fabbrica. Il destino,però, aveva in serbo per lui qualcosa di molto più grande ed il segnale si presentò sottoforma di un regalo da parte del padre: un grammofono elettrico!

“Il suono era fantastico. Rimasi così colpito, cominciai a chiedermi come e perché quel suono venisse fuori. Il mio interesse per l’elettronica ebbe iniziò così”.

Dopo aver convinto il padre a lasciare il timone dell’azienda di famiglia ad un suo fratello minore, Morita si iscrisse all’Università di Osaka imperiale, dove conseguì una laurea in fisica nel 1944.

Subito dopo un altro segno si presentò sul suo cammino. Durante la seconda guerra mondiale, fu arruolato nella Marina Imperiale Giapponese ma, fortunatamente per lui, si ritrovò assegnato ad un centro di ricerca navale a Susaki, dove conobbe il suo futuro socio in affari, Masaru Ibuka, un ingegnere elettronico.

 

La prima attività imprenditoriale

Finita la guerra, gli fu offerto un posto di insegnante presso il Tokyo Institute of Technology, ma non durò molto. Un giorno, leggendo per caso un articolo di giornale, scoprì che il suo ex commilitone, Ibuka, aveva aperto un laboratorio di ricerca e decise così di andare a fargli visita.

Due anni più tardi, nel 1946 Morita e il suo amico, Masaru Ibuka, fondarono la Tokyo Tsushin Kogyo Kabushiki Kaisha, con circa 20 dipendenti ed un capitale di 190.000 Yen. Ibuka si occupava della progettazione e design del prodotto mentre Morita della gestione marketing, personale e finanziamenti.

Le cose, però, non andarono subito come sperato. Le vendite dei primi prodotti (amplificatori, voltmetri e altri prodotti consumer) della neonata società lasciarono molto a desiderare.

 

I primi successi del Guru Nipponico

Morita ed il suo socio non si dettero però per vinti e puntarono ad un obiettivo molto ambizioso: sviluppare un registratore a nastro magnetico.

Il problema era che quel tipo di nastro era di difficile da reperire e così dovettero produrselo da soli in modo artigianale e con materiali di fortuna. Gli esperimenti, però, in qualche modo funzionarono e così testarono i loro primi prototipi.

Nel 1950 fu lanciato sul mercato il primo registratore a nastro magnetico del Giappone. Era la prima luce del successo degli anni a seguire.

Il successo vero e proprio arrivò cinque anni dopo, quando fu realizzata la prima radio a transistor della storia, grazie anche ai laboratori Bell che avevano sviluppato il transistor negli Stati Uniti.

Morita, infatti, fu il primo ad avere la geniale idea di utilizzare i transistor in una radio ed in seguito in altri dispositivi elettronici consumer. Il successo fu enorme e consenti a quella prima radio di diventare popolare in tutto il mondo.

 

La nascita di Sony

Fin dall’inizio Morita capì che il Giappone, devastato dalla seconda guerra mondiale, presentava un mercato consumer interno praticamente inesistente. L’unico modo per poter far crescere la propria azienda era quindi quello di volgere lo sguardo ad occidente, in particolare agli Stati Uniti.

L’economia americana, infatti, era l’unica in piena espansione e con un elevata occupazione e quindi era il mercato perfetto per i prodotti consumer realizzati dalla sua azienda.

Morita si rese inoltre conto che l’identificazione di marca era importante quanto i buoni prodotti per il successo dell’azienda. Così, queste due intuizioni, gli consentirono di prendere due decisioni fondamentali per la scalata al successo:

  • nel 1958 di cambiare il nome dell’azienda in SONY , più facile da ricordare e pronunciare;
  • nel 1960 di aprire una filiale in America.

Morita si trasferì insieme alla sua famiglia a New York City nel 1963, intento ad imparare tutto il possibile sugli americani e la loro cultura, in modo che Sony avrebbe potuto progettare prodotti sempre più rispondenti al mercato americano.

Trascorse molto tempo a socializzare con i ricchi e potenti d’America e fu in grado di costruire relazioni durature con molti dei leader aziendali e politici.

Nel 1961, Sony fu la prima azienda giapponese ad essere quotata al New York Stock Exchange.

 

Il mitico Walkman

Il più grande successo della Sony arrivò solo nel 1979. Morita, ormai diventato “americano”, osservò che gli americani amavano la musica e cercavano di portala ovunque, anche nei parchi o sulla spiaggia, trasportando con sé enormi stereo a batteria.

La sua idea era di realizzare un piccolo lettore di musicassette a batteria con le cuffie, in modo che si potesse ascoltare la musica e avere allo stesso tempo una grande libertà di movimento.

Passò dall’idea all’azione in pochi mesi e nel 1979 fece comparsa sul mercato americano il mitico “walkman”!
Il walkman della Sony è stato uno dei prodotti di elettronica personale di più riusciti di sempre, con oltre 330 milioni di unità vendute dal suo debutto nel 1979.

Il walkman divenne uno dei prodotti di più grande successo commerciale degli anni ottanta, divenendo a tutti gli effetti l’icona di una generazione.

 

La diversificazione della multinazionale giapponese

Dalla sua fondazione nel 1946, Sony è diventata famosa per numerose invenzioni, come la prima televisione a transistor (1960), il tubo catodico della televisione Trinitron (1968), U-matic – la prima videocassetta (1971), il registratore Betamax videotape (1975), il walkman (1979), il compact disc nel 1980 (sviluppato in collaborazione con Philips, suo inventore), la Playstation (1994).

Tutti questi grandi successi hanno contribuito a far divenire Sony una delle aziende più potente ed importante del pianeta.

Oggi Sony è una multinazionale conglomerata con attività diversificate nel settore dell’elettronica di consumo, dei media e dei servizi finanziari e vanta un fatturato di oltre 70 miliardi di dollari e oltre 145.000 dipendenti.

 

I Fallimenti di Akio Morita

La storia di Akio Morita non è fatta solo di grandi successi, ma anche di importanti fallimenti che avrebbero potuto interrompere la “grande impresa” che alla fine è riuscito a realizzare.

Uno dei suoi primi prodotti, infatti, una pentola elettrica per cuocere il riso, fu un vero disastro di vendite, anche perché non funzionava nemmeno benissimo (faceva bruciare il riso! 🙂 ).

Un altro grande errore fu compiuto negli anni ’70, quando Sony introdusse un videoregistratore con il formato “beta” senza tenere in considerazione che il VHS stava cominciato a monopolizzare il mercato.

Se il primo fallimento poteva mettere al rischio lo startup della società, il secondo fallimento stava per mettere in crisi l’azienda e prodotti storici come il walkman o la playstation non sarebbero mai esistiti!

 

Qualità imprenditoriali e principi di Morita

Akio Morita, al pari di tanti altri grandi imprenditori, era un maniaco del lavoro. La sua dedizione all’azienda, unita alla sua capacità “visionaria” e al suo pensiero creativo gli hanno permesso di ottenere una serie di successi storici senza precedenti e di creare nuove culture e stili di vita.

Oltre ad essere un vero e proprio maestro nell’individuare un bisogno latente e soddisfarlo, Morita era anche un grande leader ed una persona molto intelligente e perspicace.

Egli riusciva a capire i mercati meglio di chiunque altro e capì inoltre con grande anticipo sui tempi l’importanza del marketing e della gestione delle risorse umane nella costruzione di un’azienda di successo.

 

Made in Japan

Oltre ad essere un grande imprenditore, Akio Morita è stato anche un pochino scrittore, ha infatti pubblicato diversi libri, tra cui sicuramente merita di essere nominata la sua autobiografia “Made in Japan: Akio Morita and Sony”.
Se il Made in Japan non è più assimilabile al Made in China il merito è per la maggior parte suo.

 


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