Artigiani Digitali: quando Manualità e Intelletto si Fondono

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La crisi ha messo a dura prova molti dei principi cardine dell’intero sistema economico italiano, mostrandone le numerose lacune e le incompatibilità con gli attuali scenari. Sono tantissime le imprese fallite da una parte per la mancanza di credito e dall’altra per la spietata concorrenza asiatica.

E il fenomeno non sembra arrestarsi!

Occorre al più presto invertire la rotta, ma come? Una nuova tecnologia sembra promettere un ritorno ai fasti del passato! 🙂

Stiamo parlando del 3D printing! Il suo sviluppo richiede un connubio di manualità ed intelletto ed è l’occasione per gli artigiani di oggi (artigiani digitali) di scrivere nuove pagine di storia del nostro tanto caro Made in Italy.

 

Come la stampa 3d sta cambiando le logiche di produzione

La stampa 3d unita alle già conosciute meraviglie del web hanno un potenziale incredibile in grado di capovolgere completamente il mondo della produzione industriale!

Le idee e progetti potranno essere realizzati grazie alla partecipazione a community di appassionati, alla condivisione con altri “digital makers”! E in questo senso risulta di primaria importanza la risorsa del crowdsourcing.

Comunità open source, inoltre, hanno già messo a disposizione gratuitamente alcuni software per la progettazione, rendendo di fatto più accessibile l’ingresso alla nuova tecnologia.

Qualora siano necessari finanziamenti, anche questi potranno essere reperiti in rete tramite processi di crowdfunding.
I prodotti, ovviamente, saranno realizzati con le stampanti 3D mentre la commercializzazione e distribuzione degli stessi potrà essere effettuata attraverso l’e-commerce.

 

I digital makers (o artigiani digitali)

Dunque, l’artigiano del terzo millennio pensa in digitale e ciò gli conferisce un nuovo status: quello di “digital maker”.

Il digital maker non è altro che un artigiano che utilizza come “materia prima” quantità variabili di tecnologia dell’informazione!

A volte lavora nella solitudine di un garage, altre nei “Fablab”(centri di produzione specializzati), ma quasi sempre il digital maker confronta idee, progetti e invenzioni sul web, in particolare nelle community di appassionati a cui prende parte.

Le opportunità sono infinite come è infinito ciò che ora può essere realizzato.

Questa nuova tecnologia offre, inoltre, la grande possibilità di rendere accessibile e concorrenziale la produzione di nicchia rispetto a quella di massa e soddisfare così tanti micro mercati fino ad oggi “non servibili”.

Ironizzando, la tanto citata frase “Il lavoro bisogna crearselo” si carica oggi di nuovi significati!

 

Perché gli artigiani potrebbero svolgere un ruolo da protagonisti?

Sono molte le ragioni che portano a pensare che gli artigiani (digitali) saranno i protagonisti di questa possibile rivoluzione:

  • Competenze e conoscenze tecniche: anche se è vero che chiunque potrebbe beneficiare degli utilizzi base della stampa 3D occorre, però, sottolineare che sono necessarie delle conoscenze tecniche (materiali, processi di lavorazione, costi, ecc.) importanti per andare “oltre”. Ecco perché gli artigiani sono gli unici che possono realmente sfruttare al massimo il potenziale del 3D printing.
  • Nuovi usi e applicazioni: questa tecnologia, non tanto nuova come si può pensare, non era stata pensata inizialmente per la produzione. Fino a pochi anni fa, infatti, le aziende che potevano permettersela la utilizzavano per la semplice prototipazione rapida. E tutt’ora è difficile applicarla in modi differenti. Gli artigiani, quindi, più di chiunque altri potrebbero giocare con le loro competenze e abilità un ruolo chiave nel trovare nuovi usi e applicazioni e nel verificare insieme al cliente la qualità del risultato finale.
  • Creazione di nuovi micro-mercati: la stampa 3D ha grandi potenzialità ma occorrono persone creative, conoscenze tecniche, nuove visioni e tanto altro per riuscire a “individuarle” e “creare” gli infiniti micro-mercati che aspettano solo di essere serviti. E chi più degli artigiani ancora una volta potrebbe dare un contributo fondamentale in questo senso?

Da qualsiasi prospettiva si guardi alla nuova tecnologia gli artigiani sembrano esserne i principali destinatari, gli apripista di questa nuova rivoluzione tecnologica.

 

L’Italia e la rivalutazione dell’artigianato

La prima decade del 2000 si è caratterizzata per una particolare avversione nei confronti dei “mestieri” a vantaggio delle “professioni scientifiche” e si è commesso, inoltre, l’errore di separare il sapere accademico da quello manuale.

E’ arrivato il momento di rivedere la politica di questi anni e di colmare questo gap, sfruttando l’evoluzione del 3d printing!

La fusione tra artigianato e nuove tecnologie potrebbe essere l’ultima possibilità di salvare il nostro sistema manifatturiero e quindi anche milioni di posti di lavoro che inesorabilmente si sposterebbero in altri continenti (cosa che già sta accadendo da diversi anni ormai).

 

Conclusioni

L’Italia non ha nulla da invidiare a nessuna nazione, nemmeno agli USA e alla Scandinavia, ossia ai paesi pionieri di questo campo.
Tra l’altro il legame tra tecnologia e settore manifatturiero esiste già! Basta solo crederci e scommetterci!

Questa non sembra essere soltanto una nuova rivoluzione industriale, ma anche una vera e propria rivoluzione culturale!
E voi cosa ne pensate?

 


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
2 Comments

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *