BYOD: la sfida del mobile working è iniziata!

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Sono in metropolitana e in un attimo di lucidità mi accorgo di una caratteristica comune a chi mi circonda. Sono tutti, dal ragazzino che torna da scuola al professionista diretto in ufficio, con lo sguardo chino e con il pollice in iperattività su smartphone, tablet etc…

Non posso fare a meno di rendermi conto di come questi dispositivi abbiano ormai modificato il nostro modo di comunicare, di vivere ma anche di lavorare!

Non sto parlando di qualche social network professionale come Linkedin o Xing, ma di una tendenza molto più incisiva sulla vita lavorativa e sulla stessa produttività dei lavoratori: “il BYOD”.

 

Cos’è il BYOD?

B.Y.O.D. è l’acronimo inglese di “ Bring Your Own Device” e in altre parole (quelle italiane 🙂 ) vuol dire “portare la propria tecnologia a lavoro.”

Esso rientra nel più ampio trend di consumerizzazione del  settore IT.  È una tendenza che mostra come la tecnologia utilizzata sul posto di lavoro sia sempre più influenzata dall’esperienza tecnologica vissuta dagli individui nella propria sfera personale.

Il BYOD indica il fenomeno per il quale device personali (tablet, smartphone, notebook, ecc.) vengono portati sul posto di lavoro ed utilizzati per attività lavorative sostituendo difatti i dispositivi aziendali.

In pratica l’azienda, consente ai propri dipendenti e collaboratori esterni, l’accesso ai propri dati, ai propri servizi e alle proprie applicazioni software attraverso dispositivi di proprietà dei lavoratori stessi.

 

L’evoluzione in corso del mobile working

Fino a pochi anni fa, le grandi aziende investivano molto in computer portatili o in palmari per consentire ai propri dipendenti di poter lavorare anche fuori ufficio aumentando quindi la mobilità degli stessi.

Si è iniziato con i cellulari, cui sono seguiti a distanza di non molto tempo notebook,  chiavette USB, smartphone, tablet, ecc. ecc.. Ad un certo punto, però, le cose si sono invertite oltre ogni più rosea aspettativa per le aziende.

I dipendenti, senza nemmeno accorgersene,  hanno  iniziato ad utilizzare sul posto di lavoro i propri dispositivi personali (spesso più performanti di quelle aziendali), creando sempre più confusione e quindi i primi grattacapi ai tecnici degli Uffici IT.

Non dimenticherò mai un mio ex collega che molti anni fa, per non portarsi dietro due cellulari (l’aziendale e il personale) optò per uno dei primissimi cellulari dual sim!! Acquistò il nuovo cellulare a proprie spese e relegò quello aziendale nel cassetto della scrivania!

 

I vantaggi del BYOD per le aziende

Le aziende più lungimiranti non ci hanno messo molto a capire i vantaggi legati indirettamente alla diffusione del byod. Esso, infatti, è in grado di aumentare sensibilmente  la produttività e mobilità del proprio personale e contemporaneamente innalzarne anche la qualità del lavoro e le competenze!

Considerando inoltre che i lavoratori stessi sono anche disposti a sobbarcarsi dei costi di acquisto dei dispositivi, è evidente che per le imprese si tratta di una vera manna dal cielo.

Non va infine sottovalutato un altro aspetto importante: ambienti di lavoro aperti e stimolanti da sempre attraggono i migliori talenti e favoriscono di conseguenza lo sviluppo di nuove idee innovative.

 

Perché il mobile working piace ai lavoratori?

Alle persone questa “formula” piace ed anche molto per almeno due ordini di motivi.

Il primo riguarda la familiarità e quotidianità che le persone hanno acquisito con questi device nella vita privata. Continuare ad utilizzare gli stessi strumenti anche a lavoro, infatti, costituisce una grande comodità perché evita di ricordare tutte le password necessarie per passare da uno strumento ad un altro e contemporaneamente consente di gestire al meglio e con maggior autonomia il proprio lavoro.

Il secondo motivo ha invece a che fare con la “qualità del lavoro”. Il byod, infatti, viene visto come una forma di apertura e di disponibilità dell’azienda verso i propri dipendenti e collaboratori e questo ovviamente rappresenta un elemento di grande gratificazione e stimolo per gli stessi.

 

Problemi e limiti del BYOD che ne stanno rallentando la diffusione

Anche se il BYOD sembra prospettare per aziende e lavoratori solo benefici, in realtà la questione è molto più complessa soprattutto sotto l’aspetto sicurezza informatica.

Questa nuova metodologia di lavoro, infatti, implica che un enorme quantità di dati sensibili sia gestita e/o salvata su dispositivi non aziendali con chiari rischi legati alla privacy di aziende e lavoratori, nonché maggiori rischi di spionaggio aziendale.

Il lavoro per il personale degli Uffici IT diventa quindi più complesso ed impegnativo e sono richiesti importanti investimenti in sicurezza informatica per consentire uno sviluppo graduale e sostenibile del byod in azienda.

Nel gergo IT questo “processo” è denominato Mobile Device Management Strategy e rappresenta sostanzialmente una nuova competenza che il personale IT è chiamato ad acquisire.

 

Possibili Soluzioni per favorire la diffusione del mobile working

Come visto i vantaggi del Byod non sono poi così elevati se si considerano anche i rischi ad esso collegati. E questo ovviamente ne sta rallentando la diffusione. Molte aziende, ad esempio, preferiscono far restare tutto com’è, facendo finta che la “questione” non esista oppure che riguardi il futuro.

Ma la realtà e il presente sono molto diversi. Le persone non riescono a fare a meno di utilizzare i propri device anche a fini lavorativi e imporre dei divieti non è di certo la soluzione! Cosa fare quindi?

Qualche soluzione stanno iniziando ad arrivare da alcune aziende specializzate, come ad esempio Sophos o CISCO. Sul mercato infatti cominciano ad essere lanciati i primi nuovi prodotti e servizi per aiutare le aziende a sfruttare al massimo i benefici del byod riducendone al minimo i rischi.

Concludendo, il BYOT come ogni cosa nuova ha ancora domande a cui rispondere e dubbi da sciogliere  ma statistiche e previsioni lo danno vincente! 😉


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *