Costruzioni Lego e Tecnologia un Binomio Vincente

  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Chi di noi non ha mai giocato almeno una volta con le costruzioni Lego e non è rimasto meravigliato da ciò che è possibile costruire con quei mattoncini? I Lego sono da sempre uno dei giochi più amati al mondo e, a distanza di un secolo e grazie alla tecnologia, continuano a piacere come e forse anche più di prima! Ma come è stato possibile questo grande e centenario successo?

 

Breve storia delle costruzioni Lego

Tutto ebbe inizio in Danimarca nel 1916 quando Ole Kirk Christiansen aprì una falegnameria nel suo paese (Sønder Omme – Billund) dove produceva manualmente articoli da arredo per interni.

Nel 1924, però, la falegnameria fu colpita da un incendio, innescato accidentalmente da uno dei due figli di Christiansen, e tutto andò distrutto. L’imprenditore Danese non si perse d’animo. Dopo tanti sacrifici aprì un’altra bottega per poter riprendere la propria attività.

Proprio quando le cose stavano per andare per il verso giusto sopraggiunse la grande depressione del 1929, che costrinse l’artigiano danese a ripensare completamente alla propria produzione per far fronte al netto calo delle proprie vendite.

Con grande coraggio e determinazione, Christiansen reagì alla crisi puntando sulla produzione di oggetti di legno in formato mignon e proprio tali miniature gli diedero l’ispirazione per la produzione di giocattoli. L’attività non riscontrò un successo immediato. L’ idea era però quella giusta e consentì a Christiansen di sviluppare la sua azienda fino a divenire la “Lego” che tutti conosciamo.

La produzione dei famosissimi mattoncini assemblabili (Lego Bricks) ebbe inizio solo nel 1947 quando Christiansen e il figlio Godtfred ne iniziarono la produzione in plastica, materiale praticamente sconosciuto in quel periodo.
I mattoncini furono perfezionati pian piano negli anni fino al 1963, quando si arrivò ad un prodotto standard che è praticamente rimasto invariato fino ai giorni nostri. Da allora in poi, infatti, le innovazioni hanno riguardato più che altro l’utilizzo delle costruzioni lego!!!

Negli anni successivi furono introdotti il treno, gli omini della Lego, le casette, le barche e tanto altro ancora fino a costruire addirittura un parco giochi a tema, Legoland, interamente realizzato in mattoncini.

 

La crisi della Lego degli anni 2000

Nei primi anni del 2000 la storica azienda Danese si ritrovò sull’orlo del fallimento. A generare la crisi dell’azienda e più precisamente di tutto il settore dei giocattoli, un radicale mutamento della domanda provocato dalla diffusione dell’elettronica di consumo ed in particolare dai primi videogiochi (storico è stato il successo ottenuto dalla Sony con la Playstation).

L’azienda provò a tenere il passo con la concorrenza puntando proprio sulla tecnologia e realizzando gli smart-brick (mattoncini telecomandabili a distanza) ed altre iniziative volte sempre in quella direzione.

Ma la situazione non migliorò. I tentativi di imitare la concorrenza e di proporre giochi diversi da quelli che l’hanno resa celebre lasciarono l’azienda sospesa in un limbo, tra tradizione e innovazione e quindi sul baratro della bancarotta.

 

Il turnaround di successo della Lego

Nel 2004, il presidente e proprietario della Lego, Kield Kirk Kristiansen, nipote del fondatore, annuncia una imponente ristrutturazione aziendale e nomina come amministratore delegato l’allora 35enne manager Jørgen Vig Knudstorp.

Il documentario di Bloomberg “Inside Lego” racconta i fatti di questa che è tra le più grandi storie di turnaround degli ultimi anni.

Jøergen delocalizzò parte della produzione in est Europa per ridurre i costi di produzione (per un periodo venne chiuso anche lo storico stabilimento di ). La cura da cavallo, però,non bastò! Occorreva anche un profondo ripensamento del prodotto Lego. Ma quali migliori “consiglieri” se non i fans stessi della LEGO?

Così, utilizzando il crowdsourcing, uno degli strumenti più potente della rete, i fans divennero praticamente progettisti ed aiutarono Jørgen Vig Knudstorp e la Lego a superare la delicata fase che stava attraversando.

 

I 3 capisaldi della rinascita della Lego sono stati i seguenti:

 

1. Il cambiamento nella fantasia dei bambini

Negli ultimi decenni, complici i mass media, la fantasia dei bambini è notevolmente cambiata ed è sempre più legata ad un “forte immaginario condiviso”.

Così, imitando in questo gli altri colossi del settore come Mattel, Hasbro e l’Italiana Giochi Preziosi, la Lego ha iniziato a stringere degli accordi strategici con Hollywood (Disney, Warner Bros, LucasFilm, ecc.) per creare nuove linee di prodotto, diversificando così la propria offerta.

Oggi è possibile “ri-costruire” le ambientazioni dei capolavori hollywoodiani proprio con i mitici mattoncini Danesi!

 

2. Il Lego come Pixel di un videogioco

Ragionando in termini informatici, il singolo mattoncino della Lego, utilizzato per creare un “oggetto fisico/solido”, può essere equiparato proprio al singolo pixel che in informatica viene utilizzato per creare un “oggetto digitale”!

Questo ragionamento è così logico e lineare che ha spinto la Lego ad entrare con decisione nel mondo dei videogiochi e non è quindi un caso che titoli quali “Lego Star Wars” e “Lego Harry Potter”, basati sulla trama degli omonimi film e declinati nel mondo del colosso danese, hanno avuto un simile successo!

 

3. La sotto-cultura Lego

Questo nuovo approccio della Lego oltre a consentire l’uscita dalla crisi ha stimolato e portato alla ribalta una nutrita e diffusa “sottocultura Lego”.

Gli omini lego sono tra l’altro una delle icone preferite dalla geek generation e Lego è diventato anche un player competente in tema di didattica robotica e nel mondo dell’open source. Insomma, materia di studio per i sociologi e grandi e nuove promesse per le nuove generazioni!

 

La fusione della tradizione con la tecnologia

Come visto, negli ultimi anni il binomio tradizione-tecnologia sta dando alla Lego nuova vita e un’ aura di modernità. E la cosa più sorprendente è che siamo appena agli inizi.

Era prevedibile che il famosissimo modellino del treno a vapore sarebbe stato sostituito da un modellino di treno ad alta velocità, può sembrare normale che oggi grazie all’informatica si possa realizzare qualsiasi tipo di videogioco basato su pixel by Lego… ma altre tecnologie non aspettano altro che essere impiegate!

Si pensi ad esempio alla stampa 3D e alle nuove potenzialità creative, derivanti proprio dall’incontro con suoi “antenati mattoncini Lego”.

 


  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *