Dassler: I Fratelli che si Fecero le Scarpe

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Che probabilità possono esserci che due fratelli diventino imprenditori, entrino nello stesso settore, diventando concorrenti, e che riescano a creare due dei marchi più famosi al mondo?
Si chiamavano Adolf e Rudolf Dassler e questa è una storia vera!

 

Gli inizi dei fratelli Dassler

Erano gli anni ’20 quando a Herzogenaurach, una piccola cittadina vicino a Norimberga, Adolf Dassler ebbe un’idea tanto brillante quanto innovativa: “realizzare delle calzature adatte per le principali pratiche sportive”!

Adolf, da sportivo quale era, si rese conto che ogni sport necessitava di una tipologia di scarpa specifica per poter aumentare le performance dell’atleta.

In breve tempo passò all’azione, progettando e provando a realizzare nel cortile/lavanderia dell’abitazione di famiglia una tipologia di scarpa adatta per l’atletica, aiutato dal padre, che aveva lavorato in una fabbrica di scarpe e dal fratello Rudolf, che invece era un abile venditore.

 

La prima fabbrichetta e la prima Olimpiade

Le cose andarono subito bene e fu cosi creata vicino Norimberga, la Gedruder dassler schuhfabrik, una piccola fabbrica di produzione di calzature sportive.

È lì che Adolf progettò le prime scarpe da calcio con i tacchetti e le prime scarpe di atletica chiodate che fecero la loro prima apparizione in scena da star nel 1928 alle Olimpiadi di Amsterdam. I risultati sportivi degli atleti che le indossarono furono inequivocabili! Le Calzature di Adolf Dassler erano a prova di “record”!

Il successo mondiale arrivò però solo nel 1936, quando il campione Jesse Owens, utilizzando proprio le loro scarpette, vinse quattro medaglie d’oro alle olimpiadi di Berlino.

 

La competizione fraterna: Adidas contro Puma

Durante gli anni del nazismo i rapporti tra i due fratelli iniziarono però ad inclinarsi. Entrambi aderirono al partito nazista e Rudolf ne divenne presto uno dei sostenitori principali della città.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, lo stabilimento venne convertito alla produzione di armi, Adolf si occupò della direzione della fabbrica e Rudolf partì per il fronte.

Finita la guerra la separazione fu ancora più netta. Adolf, infatti, aveva rivisto completamente le sue opinioni politiche mentre Rudolf scontò un anno di carcere per avere sostenuto le SS. La rottura tra i due era ormai insanabile. Di fatti Adolf accusava il fratello di aver tradito non solo il partito nazista ma lui stesso.

Fu così che i due fratelli si divisero e crearono nella loro stessa cittadina, Herzogenaurach, due diverse aziende e due diversi Brand: Adolf creò Adidas e Rudolf creò Puma.

 

Adolf Dassler e la nascita di ADIDAS

Fondata nel 1949 da Adolf Dassler a sud del fiume Aurach, l’azienda di “Adi” (così era chiamato da tutti) ebbe sin da subito un successo strepitoso.

La sua grande passione per lo sport e la sua continua ricerca della perfezione nella creazione delle calzature lo portarono a divenire una specie di guru per molti atleti che gli aprirono le porte del mondo dello sport professionistico.

Dal canto suo Adolf seguiva personalmente gli atleti che indossavano le sue calzature incitandoli come un vero e proprio allenatore.

Si narra che ai mondiali del 1954 Adolf, membro del team della nazionaledi calcio, preparò delle scarpe provviste di tacchetti sostituibili e che durante gli intervalli delle partite egli stesso provvedeva a controllarne l’usura ed eventualmente a sostituirli… Ad ogni modo la Germania dell’ovest vinse il mondiale in quell’anno!

La vittoria del mondiale fu un fantastico trampolino di lancio per Adidas! Da lì in poi fu tutto in discesa!
L’azienda di “Adi” riuscì facilmente ad accaparrarsi i migliori talenti in tutti gli sport come testimonial ed il marchio acquisì in breve tempo fama mondiale.

Il successo fu così grande che ben presto persino cantanti del calibro di Freddy Mercury e tanti altri iniziarono ad indossare oltre alle calzature anche abiti sportivi con il marchio Adidas.

La “sportività” in senso classico venne totalmente sdoganata e ciò portò all’uso dell’abbigliamento sportivo nella quotidianità. Difatti Adolf adattò i suoi prodotti per renderli quanto più commerciabili possibile.

Oggi Adidas è una multinazionale di 50.000 dipendenti e fattura oltre 14 miliardi di euro e con l’acquisto nel 2006 dell’inglese Reebok è diventata la principale concorrente del leader mondiale americano, Nike.

 

Rudolf Dassler e la nascita di PUMA

Fondata nel 1949 da Rudolf Dassler a nord del fiume Aurach, la Puma all’inizio ebbe maggiori difficoltà e soprattutto non poté contare su nessun successo sportivo di rilievo.

Nonostante ciò e grazie anche al contributo del figlio Armin, il prestigio del marchio è cresciuto costantemente negli anni ed oggi il brand Puma è riconosciuto a livello globale.

Anche per PUMA è stato il marketing la leva principale per il successo, puntando in particolare sui grandi campioni del calcio. E che campioni!

L’aver convinto i due calciatori più forti di tutti i tempi, Pelé e Maradona, è stata per l’azienda tedesca una vera e propria “fortuna” (in tutti i sensi) da cui probabilmente continua ancora oggi a raccoglierne i frutti.

Oggi Puma è una multinazionale di circa 7000 dipendenti e conta un fatturato di oltre 3 miliardi di euro.

 

Quando la rivalità crea successo

Chi avrebbe mai potuto immaginare che tutto ciò fosse possibile? Chi avrebbe mai pensato che in alcuni casi la rivalità potesse far bene?

La lungimiranza, la capacità di innovare e perseverare nonostante le mille difficoltà che la vita è capace di riservare hanno portato i fratelli Dassler nella storia…

E non solo nella storia delle calzature ma in quella del marketing con l’invenzione delle sponsorizzazioni sportive, nella storia dello sport prima e della moda (sportiva) poi e in piccola parte anche in quella della Germania post guerra.

Una storia emblematica, dunque, è quella dei fratelli Dassler che hanno dimostrato come tutto nella vita sia possibile e il motto Adidas “impossibile is nothing” ne è la miglior sintesi. Due fratelli i Dassler, che a loro modo, “si fecero le scarpe”…..

 


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *