Diventa Imprenditore di Te Stesso!

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“Diventa imprenditore di te stesso!”, è questo il consiglio di molti uomini successo che hanno fatto dell’imprenditorialità la loro missione di vita!

Ed è questo uno dei consigli più importanti che abbia mai ricevuto nella mia vita!

Sin da subito qualcuno potrebbe pensare (anche io lo feci) che questo incoraggiamento non si addice al proprio carattere, al proprio “essere”… ma ne siete proprio sicuri?

“Diventare imprenditori di se stessi” è un’esortazione che trascende la sfera professionale! Ha poco a che vedere, infatti, col mettersi in proprio.

 

Il senso di diventare l’imprenditore di te stesso …

Divenire imprenditori della propria persona fa riferimento a un modo d’essere, a un modo di porsi verso la vita. Ha un significato, dunque, dal valore esistenziale o se vogliamo fa riferimento alla natura stessa dell’uomo.

Celebri sono le parole dell’imprenditore sociale e premio Nobél M. Yunus:

“Siamo tutti imprenditori. Quando vivevamo nelle caverne lavoravamo tutti in proprio … trovando il cibo, nutrendoci. La storia del genere umano iniziò da qui. A mano a mano che la civiltà si è sviluppata, abbiamo soppresso quell’istinto. Ci siamo trasformati in «manodopera» perché ci hanno etichettato in quel modo: «Siete manodopera». Abbiamo dimenticato che siamo imprenditori.”

Il consiglio, quindi, non è quello di spingerti ad abbondare il tuo lavoro per buttarti a capofitto nel mondo degli affari magari senza nemmeno una cultura imprenditoriale (molto spesso è questo a determinare il fallimento di una start-up), rischiando oltre al tracollo finanziario anche quello psicologico.

Diventare capitani d’industria non è per tutti. È per tutti e dovere di tutti, invece, diventare imprenditori di se stessi. Come farlo?

 

Poniti al timone della tua esistenza!

Capita a volte di allentare la presa delle redini e magari senza nemmeno accorgersene ci si ritrova a fare un lavoro che si detesta ma che si ritiene necessario per vivere (non sono ipocrita ma lavorare unicamente per riempirsi il portafogli non è l’ideale per il proprio benessere), magari accompagnando tale frustrazione con insoddisfazioni di altro genere, sfera amorosa in primis.

Ed ecco che a prevalere è la negatività, il nostro “io” entra nel vortice dei piagnistei e delle lamentale, sprecando energia nell’inutilità dell’autocommiserazione.

Qual è il senso di tutto ciò? Nessuno. E allora cambia! Impiega quell’energia che usi per renderti infelice per osare a vivere, a navigare e non a lasciarti trascinare dal flusso degli eventi. In che modo?

 

Fai della tua vita una start-up!

La parte che amo di più del mio lavoro è quando ho la possibilità di confrontarmi con chi sta avviando dal nulla la propria impresa o anche semplicemente quando ho da studiare una determinata start-up.

Perché? Perché c’è magia! La magia dell’entusiasmo, dell’impegno, della volontà del sacrificio in vista del successo, della passione, della creatività!

E allora? Cosa c’è di meglio se non fare della propria vita privata e professionale una start-up e diventare l’imprenditore fondatore di tale start-up?

Dunque non ha importanza quale professione tu eserciti. L’importante è l’atteggiamento, l’importante è fare nuove esperienze, l’importante è essere curiosi e tentare sempre cose nuove, proprio come farebbe una startup!

Qualsiasi esperienza tu faccia nella vita, sia essa negativa o positiva, entrerà a far parte di te, arricchirà la tua persona e in ogni caso ti renderà migliore di quel che eri se saprai coglierne gli insegnamenti!

 

Lascia emergere l’imprenditore che è in te!

La tensione al miglioramento, l’acquisizione di una mentalità imprenditoriale, la preparazione non arrecano valore soltanto alla tua persona ma anche all’azienda per cui lavori o che gestisci.

Tali qualità rintracciate nei dipendenti vengono solitamente premiate in quanto fondamentali per lo sviluppo aziendale, promuovendo processi di internal venturing.

La diffusione di una cultura imprenditoriale è poi un input per la crescita e lo sviluppo dell’intera società e non solo del singolo. Molto spesso mi capita di ascoltare persone che si lamentano del proprio stato sociale ed economico attribuendone la responsabilità alla crisi, alla cattiva politica economica del paese o al Capo di governo di turno.

Queste persone non fanno altro che sprecare tempo ed energia con queste lamentele! E cosa ancor peggiore attribuiscono ad altri la responsabilità della propria vita.

Non sono più “imprenditori di se stessi” ma hanno scelto di essere “dipendenti” di qualcosa al di fuori di loro e che non potrà apportare nulla alle loro vite …

 


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