Moneta Complementare: Le Opportunità per le imprese

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Avviene senza consapevolezza ma ogni giorno ci imbattiamo in monete diverse dall’euro generalmente classificate nella categoria “moneta complementare”.

Si pensi ai punti del supermercato, ai buoni pasto o ai punti delle stazioni di servizio. Ecco, sono tutti esempi di valute complementari all’euro ma che permettono comunque di acquistare beni e servizi.

In realtà questa è solamente la punta dell’iceberg! Imprese e persone possono trovare in questo “sistema” delle interessantissime opportunità per arginare lo scoglio della crisi!

Che cos’è la moneta complementare?

Al pari di qualsiasi altra moneta esistente quella completare non è altro che:

“un mezzo di pagamento caratteristico della compravendita, atto a regolare i debiti ed avente funzione, nei rapporti economici, di misura di valore ed unità di conto”.

Dal punto di vista legislativo non esistono divieti all’utilizzo di monete diverse da quelle ufficiali (nel nostro caso l’euro). La moneta complementare può, quindi, circolare liberamente con il solo limite della necessità di essere accettata dalla controparte.

 

Utilità e scopo delle monete parallele

L’onda di successo delle valute complementari ha nella storia sempre accompagnato le grandi crisi economico-finanziarie.

In questi periodi, infatti, gli individui perdono potere d’acquisto per l’aumento dei prezzi o per la disoccupazione.
La conseguente mancanza di liquidità non implica, però, che le persone smettano di avere dei “bisogni” e che le imprese non necessitino più di “credito”!

L’obiettivo delle valute complementari è quindi quello di aiutare l’economia di un determinato territorio (più o meno ampio), favorendo il credito fra i partecipanti ed aumentando la liquidità e la circolazione degli scambi.

Citando l’economista e banchiere Bernard Lietaer (creatore dell’ECU precursore dell’euro):

“Il denaro è un anello di ferro che ci siamo messi al naso. Abbiamo dimenticato di averlo progettato noi, ed ora è esso che ci trascina”.

Secondo Lietaer le monete complementari nascono, quindi, con lo scopo di riportare l’attenzione delle persone dalla finanza speculativa all’economia reale per riportare il lavoro e l’imprenditorialità nella loro giusta dimensione.

 

Benefici e Vantaggi della moneta complementare per le imprese

Ecco i principali benefici e vantaggi di questo strumento finanziario complementare:

  • minore costo del denaro (rispetto a quello ufficiale);
  • accesso facilitato al credito (con interessi spesso inesistenti);
  • aumento delle vendite (grazie all’aumento del potere d’acquisto per le persone e alla creazione di networking con le altre aziende aderenti).

 

I vigenti sistemi di valuta complementare

Le valute complementari oggi stimate sono all’incirca cinquemila.

Alcune funzionano come sistemi di credito reciproco che non generano interessi come il LETS (Local Exchange Trading System), nato negli anni ’70 e diffuso in Gran Bretagna e Australia; altre si basano sul tempo, attribuendo un valore alle ore di lavoro dei partecipanti al circuito, come le banche del tempo; altre ancora, come in Belgio, sono basate su una gestione di carte prepagate ricaricabili che consentono di fare acquisti presso i commercianti associati.

Altre ancora, come il Barter, sono basate sullo scambio di merci in compensazione, le imprese aderenti al circuito acquistano beni o servizi assumendo un debito che compensano successivamente con la vendita di beni e servizi propri.

 

Il WIR e la WIR Bank (valuta alternativa svizzera)

Senza dubbio, il caso più interessante di moneta complementare è stato quello del WIR in Svizzera.

Nel 1934 sedici imprenditori di Zurigo per sopperire alla crisi del ’29 iniziarono a commerciare tra di loro in una valuta parallela al Franco Svizzero, il WIR. Da quell’esperienza nacque una banca cooperativa, la WIR Bank, che oggi raccoglie 60.000 PMI svizzere che si scambiano tra di loro beni e servizi in WIR.

La storia di questa “storica” valuta è descritta in un interessante servizio di Report del 30/05/2010 sulle monete complementari.

 

Le monete complementari in Italia

Ebbene sì le valute complementari hanno trovato terra fertile anche in Italia!di seguito è riportato un elenco delle principali monete complementari diffuse nel paese:

1. BexB: nata nel 2001 a Brescia, è sostanzialmente un modello italianizzato del WIR. Il sistema è basato sullo scambio di beni e servizi in compensazione multilaterale (barter). In pratica le aziende associate (oltre 2500) acquistano beni e servizi presso imprese del circuito e pagano con i crediti delle vendite effettuate ad altre aziende dello stesso circuito. L’unità di conto con cui vengono gestiti i crediti e debiti commerciali (a tasso zero) in compensazione è l’EuroBexB. Il sistema permette alle aziende di risparmiare liquidità e costi di finanziamento e allo stesso tempo risulta essere anche un buon modo per aumentare le vendite.

2. Sardex.net: sviluppata in Sardegna nel 2009 da tre ragazzi, può essere definita una moneta a km0. Essa, infatti, si rivolge al mercato locale e quindi a favore dello sviluppo dell’economia sarda. Il circuito è basato sul sistema di crediti e debiti commerciali della compensazione multilaterale. Il suo scopo è “far si che centinaia di imprese in Sardegna si sostengano reciprocamente a tasso zero”( dal sito Sardex.net).

3. SCEC: nata a Napoli nel 2007 come moneta locale, la SCEC (acronimo di Solidarietà che Cammina) si sta oggi diffondendo in tutta Italia attraverso l’associazione ArcipelagoSCEC. Il modello è mutuato dalla pratica della grande distribuzione organizzata. Si tratta, infatti, di buoni sconto che i soci dell’arcipelago Scec (siano essi privati cittadini, professionisti o aziende) decidono di riconoscersi a vicenda in tutti i loro scambi economici riguardanti beni e servizi. La percentuale di accettazione del buono di Solidarietà (compresa tra il 5% e il 30%) è lasciata alla discrezionalità dell’associato che offre i prodotti/servizi.

4. Banca del tempo: Le BdT non sono vere e propri valute complementari, ma associazioni basate sullo scambio gratuito di “tempo”. La valuta è, quindi, proprio il tempo e il sistema è basato su una sorta di baratto tra i soci delle proprie abilità e competenze (misurate in ore).

 

Il Bitcoin (moneta complementare elettronica)

Un paragrafo a parte merita il Bitcoin, una moneta elettronica che ha riscosso sin dalla sua nascita nel 2009 un successo straordininario. Si tratta di una valuta virtuale spendibile per le transazioni online, utilizzata attraverso i nodi di una rete progettata mediante un software open source. La struttura peer-to-peer di questa rete e la mancanza di un ente centrale rende impossibile a qualsiasi autorità pubblica, governo o altri di intervenire sulla stessa o controllarla.

 

Conclusioni

Moneta complementare o “supplementare”? Le valute complementari, infatti, più che un’alternativa possono rappresentare un’opportunità! Reinterpretando il ruolo della moneta e ristabilendo un nuovo equilibrio tra creditori e debitori, sono la dimostrazione che un altro modello di economia è possibile!

La tecnologia inoltre sta andando sempre più in direzione del mobile payment .. la storia della moneta insomma non è ancora giunta al termine!

 


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