La Neuroeconomia e il Processo Decisionale

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Come mai alcune persone decidono di diventare imprenditori e altre no? Perché preferiamo rimandare piuttosto che fare quel che occorre? Come reagiscono le persone davanti ad una perdita o ad un guadagno? Cosa motiva in generale le persone? Come prendiamo le nostre decisioni?

A queste domande e ad altre ancora cerca di rispondere una recente disciplina chiamata neuroeconomia.

 

Cos’è la neuroeconomia?

Il termine neuroeconomia identifica quel settore della ricerca neuroscientifica che indaga quali meccanismi neuronali si attivano nel cervello quando gli individui prendono decisioni di tipo economico.

È un connubio oltre che di due parole di due discipline solo apparentemente lontane: le neuroscienze e l’economia.

La prima è lo studio del sistema nervoso, sia centrale che periferico, e di come questo sia influenzato ed influenzi l’ambiente in cui opera il soggetto.

La seconda, invece, è la disciplina che si occupa di come i soggetti (detti anche “operatori” economici) interagiscono tra di loro – attraverso scelte più o meno razionali – con le risorse in loro possesso o presenti nel loro ambiente.

La neuroeconomia ha uno spiccato carattere interdisciplinare volto a costruire un modello biologico dei processi decisionali. Essa si situa al crocevia di discipline differenti per scopi, metodi, prospettive d’indagine, tra cui in particolare la neurologia, la microeconomia, la psicologia, l’economia cognitiva e comportamentale e tante altre.

Ognuna naturalmente fornisce uno specifico contributo allo studio del processo decisionale.

 

Il Processo decisionale

La decisione è la scelta di intraprendere un’azione, tra più alternative considerate e/o possibili, da parte di un individuo o di un gruppo di individui. Il processo che porta alla decisione viene identificato anche come “processo decisionale” o in inglese decision making.

Negli ultimi decenni sono state diversi gli studi che hanno cercato di comprendere e di spiegare in che modo le persone facciano le loro scelte, di comprendere da cosa esse fossero condizionate.

Ma i più grandi passi in avanti sono stati fatti proprio da questa nuova disciplina, la neuroeconomia, che più di ogni altra sta dando frutti.

 

L’obiettivo della neuroeconomia

La neuroeconomia nasce dall’incontro tra le conoscenze della sfera economica e quelle delle neuroscienze.

L’obiettivo è di determinare come si comporta il cervello durante i processi di decision making nonché cercare di comprendere quella varietà di comportamenti umani che in linea di principio sono ascrivibili alla sfera economica, ma che i modelli classici trascurano o non spiegano fino in fondo.

 

I primi risultati sperimentali della neuroeconomia

Questa disciplina si fonda sull’uso di procedure di scansione celebrale (PET, risonanza magnetica, ecc.) che permettono di rilevare in laboratorio le reazione del cervello agli stimoli esterni.

Nell’ambito dell’economia cognitiva, questi nuovi strumenti d’indagine consentono di compiere ulteriori progressi nel processo di apertura della scatola nera delle preferenze rilevate.

In pochi anni, vari gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno ottenuto importanti risultati, che cominciano a chiarire alcuni aspetti centrali del funzionamento del cervello impegnato nella presa di decisioni e che sembrano dimostrare l’importanza del ruolo giocato dalle emozioni nelle nostre scelte.

 

La fine del pensiero classico sulla razionalità del processo decisionale

Prendere decisioni è sempre stata considerata un’attività razionale e consapevole, in cui l’individuo che decide, agisce esclusivamente in base alla massimizzazione del proprio interesse.

L’avanzata della neuroeconomia mette tutto in discussione, dimostrando che, accanto al lato razionale, nel processo decisionale hanno un ruolo fondamentale le emozioni e i processi mentali involontari.

Ad un tratto, nuove frontiere si aprono all’orizzonte, presentando nuove potenziali applicazioni, nuove opportunità. Insomma una serie di novità tutte da scoprire!

 

Approfondimenti

Neuroeconomia, neuromarketing e processi decisionali – Fabio Babiloni e Vittorio Meroni


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