Il Saper Comunicare Bene nelle Relazioni Professionali

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Ogni buon imprenditore, startupper, manager o consulente prima o poi deve affrontare la questione tanto  sottovalutata quanto critica della comunicazione.
Infatti, l’essere un abile pianificatore, saper leggere i bilanci o conoscere le diverse materie specialistiche aziendali restano skills fini a se stesse se non valorizzate dall’essere un buon comunicatore!
Che tu (startupper) voglia convincere un venture capitalist a finanziare la tua start up o che tu (manager) voglia ottenere un maggior impegno da parte dei tuoi collaboratori o ancora che tu (consulente) voglia riuscire a convincere che la soluzione individuata ad un determinato problema è quella giusta, l’unico modo per riuscirci è quello di comunicare bene!

Comunichiamo bene: comunichiamo con efficacia!

Comunicare bene significa comunicare in modo efficace, ovvero ottenere lo scopo che si è prefissato di raggiungere. Si tratta sostanzialmente di convincere qualcuno a fare qualcosa che, in inizialmente, non pensava di fare o non voleva fare.

Per riuscire a comunicare in modo efficace è necessario:

  • conquistare l’interesse dell’interlocutore;
  • porsi le domande corrette, nella giusta sequenza e dare alle stesse delle risposte corrette;
  • utilizzare il giusto tono di voce.

Suscitare l’interesse degli interlocutori

Riuscire a catturare l’interesse dell’interlocutore è la prima cosa da fare per instaurare una buona comunicazione. Ciò lo si può ottenere con una buona dialettica e qualche artificio retorico. Tuttavia, il bel parlare non è comunicare!

Porsi le domande corrette nella giusta sequenza

Prima di aprire bocca o redigere un testo è fondamentale sapere rispondere ai seguenti interrogativi:

  1. Qual è il nostro scopo? L’obiettivo è far in modo che l’interlocutore comprenda, si convinca, oppure che compri il prodotto, l’idea che gli proponiamo e cosi via.
  2. Che cosa vogliamo comunicare? Bisogna individuare in modo preciso i contenuti/messaggi che vogliamo far comprendere o condividere dagli interlocutori.
  3. Chi siamo noi per gli interlocutori? La comunicazione deve tener conto dei diversi ruoli o della gerarchia esistente tra comunicatore e interlocutore.
  4. In quale contesto dobbiamo e/o vogliamo comunicare? Occorre pensare al quando, al dove, ai mezzi da utilizzare, al tempo necessario e così via.
  5. Come comunicheremo? E’ il risultato dell’analisi effettuata nelle quattro domande precedenti.

 

L’importanza del giusto tono

Il terzo cardine cui intorno ruota la comunicazione è il buon uso dello strumento voce!
George Bernard Shaw disse:

“con il tono giusto si può dire di tutto. Con il tono sbagliato, nulla. L’unica difficoltà consiste nel trovare il giusto tono”.

Questo terzo elemento è  un fattore molto personale, ognuno ha un determinato modo di parlare, di utilizzare la propria voce ma spesso purtroppo ci si abitua ad utilizzare una sola “tonalità”!
Con questo non voglio dire che bisogna scimmiottare chi riteniamo bravo nel comunicazione orale, ma soltanto di sfruttare tutte le sfumature che la nostra voce nasconde, al fine di usarla al meglio! Il nostro obiettivo non è diventare dei piccoli cantanti ma dei grandi comunicatori!

 

Approfondimenti sulla comunicazione professionale

Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis (Fabio Pandiscia)

 


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