Soichiro Honda e il Potere dei Sogni

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Forse la cultura, forse l’indole da formiche operaie ma il lavoro e l’imprenditorialità per gli Asiatici sono dei valori fondamentali e ciò spiega anche perché questo continente sia stato ed è la culla di tanti grandi imprenditori.

Uno di questi è senz’altro Soichiro Honda, un self made man che partendo dalle campagne di una cittadina del Giappone è riuscito a costruire un marchio conosciuto oggi in tutto il mondo!

 

Gli Inizi di Honda

Nato nel 1908 in un piccolo villaggio alle pendici del Monte Fuji, Soichiro Honda trascorse la sua infanzia aiutando il padre nella sua attività di riparatore di biciclette. In quegli anni erano un mezzo di trasporto molto diffuso, così popolare che suo padre ne comprava i rottami a basso prezzo e ne costruiva di nuove per poi rivenderle.

Tra le ruote di biciclette e i libri di scuola Soichiro trascorse l’adolescenza. Ormai quasi adulto trovò lavoro come assistente di riparazione auto in un officina di Tokyo, iniziando a scrivere le prime pagine della sua legenda personale.

Il capo dell’officina, infatti, di giorno si occupava di riparazioni ma di notte progettava auto da corsa. Soichiro ne divenne il braccio destro e oltre a diventare un buon meccanico divenne un eccellente pilota da corsa. L’officina divenne uno dei garage più popolari di Tokyo. In soli cinque anni furono aperte nuove filiali anche nella provincia e Soichiro, allora ventunenne, collaborava a pieno titolo nella gestione.

 

I primi fallimenti

Pian piano l’imprenditorialità di Soichiro iniziò a farsi largo. Tra i suoi progetti, quello di realizzare dei speciali pezzi di ricambio per auto. La sua officina, però, non volle supportarlo. Honda decise lo stesso di proseguire con l’obiettivo di riuscire a vendere questi pezzi di sua invenzione alla Toyota.

Per la realizzazione del progetto, Soichiro, che si era da poco sposato, investì quasi tutti i suoi risparmi e dette in pegno anche i gioielli della moglie. Passò interi mesi chiuso in officina, sua nuova camera da letto.

Durante questo periodo, Soichiro rivalutò anche l’importanza dell’istruzione o meglio della conoscenza, riprendendo anche a studiare. Fu un periodo molto intenso che si concluse con un incidente stradale. Durante una corsa, la sua automobile andò fuori strada ribaltandosi più volte. Se la cavò miracolosamente solo con qualche frattura.

Durante la sua permanenza in ospedale, arrivò inoltre una bruttissima notizia: solo 3 pezzi di 30.000 avevano superato i test di controllo della qualità della Toyota. Soichiro, però, non mollò. Dopo il recupero, decise di mettersi in proprio. Per costruire la sua fabbrica, causa sia la scarsità di finanziamenti che di cemento armato, Sochiro trovò un modo di prodursi il calcestruzzo da sé con materiali riciclati.

Il suo intuito e la sua perseveranza iniziarono a dargli i primi risultati positivi riuscendo a diventare finalmente fornitore della Toyota, proprio come aveva prestabilito.

La sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale e i bombardamenti a cui fu sottoposta la sua città da parte degli aerei americani portarono però alla chiusura della fabbrica e Soichiro di nuovo alla povertà. Fu un periodo molto duro, sia per lui che per l’intero Giappone, che durò un anno, tutto il 1945, passato tra l’altro ad affogare le delusioni nell’alcol.

 

La nascita di Honda motors

Terremoti, bombe, fallimenti, alcol, povertà, niente riuscì a distruggere i sogni di Soichiro Honda. Guardandosi intorno, nelle “macerie”, c’era comunque qualcosa. E questo qualcosa riuscì a vederlo una notte durante un sogno!

Si trattava di un’idea, una business idea: montare un piccolo motore militare che aveva trovato durante la guerra alla sua bicicletta! Nel video seguente un’animazione su quel sogno straordinario.

E’ così che ebbe inizio una piccola produzione in serie del suo prototipo, la leggendaria Honda Dream Type A.
Raccolse per le strade i bidoni di benzina gettati via durante la guerra e li riciclò come materia prima per il processo di produzione.

Come carburante pensò alla trementina, un liquido ottenuto dalla distillazione della resina estratta da alberi molto diffusi nelle campagne nipponiche. In quel periodo, infatti, il carburante era praticamente introvabile a causa della seconda guerra mondiale e le persone erano costrette a spostarsi a piedi o in bicicletta.

Il successo non poteva essere che enorme, i ciclomotori venduti furono circa 1500. I ricavi delle vendite gli consentirono di finanziare il progetto del suo primo motore a 2 tempi. Nasceva così la Honda motors, co-fondata insieme al suo amico Takeo Fujisawa.

Seguirono nuovi motori e una serie di successi senza precedenti, che ben presto avrebbero travalicato i confini dell’intero Giappone. L’azienda crebbe rapidamente e Soichiro con grande lungimiranza iniziò ad applicare degli approcci di gestione molto innovativi per quel tempo, anche nel campo delle risorse umane.

Gli operai, infatti, non si sa perché, non si sa come, sembravano anche essere felici di lavorare nella sua azienda e ci lavoravano molto spesso anche per 16 ore al giorno! Ovviamente oggi le cose sono molto cambiate!

 

Dai ciclomotori alle automobili

Diventato ormai il re delle moto, Soichiro decise che era giunto il momento di costruire anche automobili, un sogno che accarezzava da quando era bambino. Sebbene sconsigliato dai funzionari giapponesi, secondo i quali il paese non necessitava di un altro costruttore automobilistico, iniziò a progettare e realizzare la sua prima automobile, che debuttò nel 1962.

Nel corso di quel decennio, molte furono le innovazioni introdotte dalla sua azienda, dal convertitore catalitico al primo motore con bassi livelli di consumo e d’inquinamento. Il successo fu senza pari…

Nei primi anni ’70 a seguito dello shock petrolifero, anche in America iniziarono ad essere usate sempre più auto di piccola cilindrata. Honda, cavalcando quel trend, ottenne un successo strepitoso che lo portò addirittura ad aprire uno stabilimento negli USA.

Verso la metà degli anni ’80, la Honda aveva in mano il 60% del mercato mondiale ed oggi, nonostante la quota sia diminuita a causa di nuovi terribili concorrenti, Honda è ancora prima nella top ten dei costruttori mondiali di motociclette, dando lavoro a oltre 100.000 persone tra Giappone e Stati Uniti.

 

Caratteristiche Imprenditoriali e Personali di Soichiro Honda

Soichiro Honda era un asiatico piuttosto anomalo. Era aperto, simpatico, modesto e di buone maniere, ma non mancava ogni tanto di farsi prendere per pazzo a causa dei suoi scatti d’ira! Era un imprenditore determinato, lungimirante, perseverante al di là di ogni umana comprensione.

La sua innata capacità di innovare e al tempo stesso di capire il mercato lo portò a rischiare il tutto per tutto molte volte. Nella maggior parte dei casi i suoi furono dei fallimenti, ma i successi che ottenne furono così grandi da oscurarli completamente.

Infatti, al pari dell’inventore ed imprenditore Thomas Edison, egli era guidato dal metodo empirico di “prove ed errori” e questo lo portò a dire una volta:

“il successo è per il 99% fallimento”

Conclusioni sul leggendario imprenditore nipponico

Soichiro Honda è morto il 5 agosto 1991 entrando a pieno titolo nell’olimpo dei più grandi imprenditori della storia. Iniziando con poco più di 3000 dollari ha creato una delle più grandi aziende al mondo.

Infatti, oltre ad essere uno dei marchi più famosi al mondo, oggi Honda Motors è una multinazionale con un fatturato annuo che supera i $ 30 miliardi di dollari.

Nel corso della sua vita ha ottenuto una serie incredibile di successi, 470 invenzioni, 150 brevetti, lauree honoris causa e tanti di quei titoli e premi che non si contano. In Giappone, come nel resto del mondo, non può che essere considerato una leggenda del business.


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