Startup al femminile Crescono: 1 su 10 è Donna!

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L’ultimo rapporto dell’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di UnionCamere registra come le startup al femminile siano in crescita costante.

Alla fine dello scorso anno, infatti, le imprese a guida femminile erano pari al 23.6 % del tessuto produttivo nazionale con un aumento percentuale dello 0.24 % rispetto al 2013 (+3.415 unità). Dati incoraggianti che danno ancora più speranze per il futuro.

La crisi degli ultimi anni, dunque, non ha penalizzato l’intraprendenza e l’imprenditorialità delle donne anzi ne ha esaltato il valore, accostandole sempre più al business.

Avviando una propria attività, si sono create da sole la porta per entrare nel mercato del lavoro, offrendo così una pronta risposta spesso a un licenziamento o all’esigenza di un riscatto sociale e professionale!

 

La distribuzione geografica dell’imprenditoria femminile

Le regioni con più altro tasso di business-women sono il Molise con il 29,69%, l’Abruzzo con il 27,82% e la Basilicata con il 27,66%.

Il maggiore incremento delle startup rosa si registra, infatti, nel centro Italia con il 63% del totale (+2.380 unità) mentre nel Nord-Est Italia si ha una diminuzione con -291 unità.

La capitale è la città, invece, col più alto numero di imprese a guida femminile (100.457 nel 2013 e 99.130 nel 2012).

 

I settori scelti dalle business-women

È il settore del turismo quello prediletto dalle nuove imprenditrici. L’11% del totale delle start up rosa si concentra, infatti, in tale comparto con 158.442 imprese. Il settore manifatturiero e agricolo tradizionalmente “rosa “ registrano un calo rispettivamente di 10.699 e di 529 unità.

Un incremento dell’imprenditoria femminile si rileva invece nei settori classicamente maschili quali quello delle costruzioni con 991 imprese in più o quello delle attività finanziarie e assicurative con più 1806 unità.

Di particolare interesse è la percentuale della componente femminile nel settore dei servizi alla persona (circa il 50%) e nei comparti della sanità (40 %). Perché? Continua a leggere!

 

Un quadro delle pink start-up non così roseo …

Per quel che riguarda l’organizzazione aziendale, il 59.7% delle esperienze imprenditoriali femminili è costituito da imprese individuali.

Si tratta, dunque, di partite IVA e come detto sopra in prevalenza di professioni di servizio alla persona (estetiste, parrucchiere ecc.) che sebbene siano di grande importanza per il tessuto sociale e per le relazioni interpersonali non sono certo l’esempio di imprenditoria capace di creare ricchezza.

Tuttavia, i dati dell’ultimo anno sono incoraggianti in quanto hanno registrato un calo di 6.248 unità. Seguono alle partite IVA, le società di persone ridottesi però anche queste di 1.066 elementi.

Le società di capitali, invece, hanno subito un incremento del 4.37 % con più 9.548 unità rispetto allo scorso anno. Queste, tuttavia, rappresentano una percentuale ancora estremamente esigua (solo il 15.7 %) rispetto a ciò che si verifica per la totalità delle aziende (dove le società di capitale sono il 23.9%).

 

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