Zio Paperone: Storia di un Mito

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Tuba in testa, bastone in mano, occhiali sulla punta del naso. Avete capito di chi stiamo parlando? Altro indizio… È un papero, la cui carta d’identità riporta “tirchieria” alla voce segni particolari … Ecco, si..ora ci siamo! È Zio Paperone… chi altri?

Perché ho scelto di riportare le avventure di un cartoon su di un blog di imprenditorialità?

Perché da bambino ho imparato a leggere con i fumetti di Zio Paperone e non con i testi di scuola, perché sono state anche la sua ambizione e determinazione a far nascere in me la convinzione che l’importante non è il punto di partenza ma quello di arrivo…

 

La Saga “Paperon de’ Paperoni” di Don Rosa

Zio Paperone è l’unico personaggio Disney che presenta una vera e propria biografia, completa di date e riferimenti a fatti storici realmente accaduti. E questo grazie a l’autore statunitense Don Rosa che negli anni ‘90, basandosi sulle precedenti storie a fumetti di Carl Barks ha ideato la “Saga di Paperon de’ Paperoni”, una grande opera che narra appunto la vita e le avventure di Uncle Scrooge.

 

Gli inizi del Papero Scozzese

Scrooge McDuck (Paperon De Paeroni) nasce nel 1867 a Glasgow in Scozia da una famiglia di nobili origini, caduta però in declino. Il padre, Fergus de’ Paperoni, non potendolo sostenere economicamente, spinge il figlio ad entrare nel mondo del lavoro all’età di appena 10 anni, come lustrascarpe!

Più che un lavoro, però, l’intenzione del padre era quella di dargli una grande lezione di vita. Egli, infatti, dopo aver regalato al figlio un kit da lustrascarpe, gli procurò anche il suo primo cliente (con cui era d’accordo). Si trattava di Burt lo “scavafosse”.

Scrooge mise tutto se stesso per riuscire a soddisfare il suo cliente, tanto che al termine del lavoro svenne e questi se ne andò, lasciandogli una moneta da “10 centesimi americani”. Una moneta senza alcun valore nella sua Scozia…

Quando Scrooge rinvenne, si rese conto di essere stato truffato. Scoprì attraverso quell’esperienza negativa l’insegnamento che il padre gli aveva voluto dare con quel subdolo piano…

«La vita è piena di lavori duri e ci saranno sempre dei furbi pronti a imbrogliarmi! Beh, sarò più duro dei duri e più furbo dei furbi… e farò quadrare i miei conti!»

Quella monetina diventò per lui un simbolo! Diventò la “N.1” e contribuì a far nascere in lui il desiderio di cercar fortuna in America….

Tre lunghi anni dovette lavorare per procurarsi il denaro per il viaggio… Il giorno lavorava come lustrascarpe (inventando però degli apparecchi per facilitare il lavoro) e la sera andava nelle paludi a raccogliere torba da ardere da poter rivendere. Così, nel 1880, si imbarcò come mozzo su una nave-bestiame diretta a New Orleans.

 

L’arrivo in America ed i primi fallimenti

Dopo un lungo viaggio, Paperone arrivò finalmente negli Stati Uniti, dove incontra suo zio Angus, un imprenditore nel campo del trasporto fluviale dalla dubbia reputazione.

Inizia così la sua prima avventura, tra lestofanti, ladri (banda bassotti) e marinai, prima nel tentativo fallito di recuperare un tesoro affondato con una nave nel Mississippi e poi gestendo l’attività di trasportatore, cedutagli generosamente dallo zio.

Ben presto, però, Paperone si renderà conto che quella generosità non era altro che un piccolo imbroglio.. In quegli anni, infatti, il trasporto fluviale era entrato in piena crisi per la nascita delle ferrovie transcontinentali, che di lì a poco avrebbero rivoluzionato il settore dei trasporti …

L’imprenditore d’acciaio Andrew Carnegie (a cui si ispira il personaggio di Paperone) costruì il suo impero proprio in questo nuovo settore, ma Don Rosa preferì spostare l’avventura del papero nelle miniere…

Dopo questo suo primo fallimento,infatti, Paperone decise di cercare fortuna ad ovest, in Montana, dove trovò prima lavoro come cowboy e poco dopo come “minatore”. La ricerca dell’oro (e dell’argento) era il “sogno collettivo” di quel tempo e Paperone, come tanti altri, non riuscì a trovarne nemmeno un po’. 🙂

Fortuna fu, però,che il suo piccolo appezzamento di terreno nascondesse grandi quantità di rame, il cui prezzo stava inaspettatamente aumentando per via del suo utilizzo nel nascente settore dell’energia elettrica, creato dal niente dall’inventore ed imprenditore Thomas Edison.

Fu in questo periodo che Paperone incontra Howard Rockerduck (padre del suo futuro acerrimo nemico, John D. Rockerduck), un self-made duck che in Paperone rivede se stesso da giovane.
Rockerduck gli rivela un segreto, un cavillo legale, tramite cui avere diritto alla concessione del più grande giacimento di rame della zona. E la ottiene!

Quando, però, le cose sembravano mettersi per il meglio, arriva una lettera dalla Scozia che lo intima di ritornare nella sua terra per pagare le tasse sul castello di famiglia. Paperone vende, quindi, i suoi diritti agli altri soci per 10.000 dollari e fa ritorno in Scozia dove si ritrova in altre avventure per riuscire a salvare il castello di famiglia dal fisco e da una famiglia rivale che vuole prenderne possesso.

 

Il ritorno in Scozia e la ripartenza per nuove avventure

Dopo questa parentesi, nel 1886 Paperone riparte in cerca di nuove avventure. Questa volta è il turno della ricerca dell’oro in Sud Africa. Lì, però,scopre un’amara verità. La concentrazione di metallo prezioso è tale che la sua estrazione può essere redditizia solo per le grandi compagnie minerarie. Sempre in Sud Africa farà il primo incontro col un altro dei suoi futuri rivali, Cuordipietra Famedoro.

 

Dal mitico Klondike alla costruzione di Paperopoli

Nel 1896 Paperone arriva nel mitico Klondike. Sono gli anni in cui si diffonde la febbre dell’oro! La sua tenacia, gli insegnamenti tratti dai fallimenti, gli incontri con alcuni personaggi straordinari ho hanno reso il più determinato dei minatori.

Dopo qualche lavoretto come “fuochista” sulla neve e dopo essersi indebitato con un usuraio (Soapy Slick ) per poter comprare gli attrezzi che gli occorrevano, Paperone inizia la sua avventura!

Fu il primo ad affrontare il “Ghiacciaio Collo d’Alce”, dove risiedeva un mostro che terrorizzava i minatori (in realtà era un mammuth morto ma preservato integro dal ghiaccio). La sua temerarietà gli consentì di superare tutti gli ostacoli e le paure.

Arrivato nella valle vi trascorrerà 3 lunghi anni in solitaria nel suo nuovo appezzamento di terreno… Tre lunghi anni che alla fine lo ripagheranno di tutti i sacrifici fatti. Pian piano accumula ingenti quantità di oro, che dovrà però difendere dai ladri e lestofanti della zona, nonché dalla sua amata Doretta Doremì.

Nei primi anni del ‘900, Paperone riesce finalmente a diventare milionario ed espande il suo giro d’affari comprando una banca e creando diverse altre imprese. Fa inoltre ritorno in Scozia con l’intenzione di stabilirvisi. Tuttavia, si rende conto di aver perso il contatto con la sua terra natia e decide di portare la sua famiglia con sé in America, a Paperopoli.

 

Il papero più ricco e triste del pianeta

Duranti gli anni il caratteraccio di Paperone era ulteriormente peggiorato a causa dei sacrifici e dei fallimenti vissuti… Non riuscendo a trovare un equilibrio nella sua vita, Paperone decide di partire di nuovo alla ricerca di avventure. Rimane fuori 27 anni, lasciando alle sorelle la gestione dei suoi affari.

Al suo ritorno apprenderà di essere diventato il papero più ricco del mondo. Paperopoli, grazie ai suoi investimenti, era una rigogliosa metropoli e il suo famoso Deposito, costruito anni addietro, traboccava di monete d’oro e ogni genere di tesori.

 

Gli ultimi anni di Zio Paperone

Diventare il papero più ricco del mondo non gli aveva però valso la felicità… I rapporti con le sorelle erano peggiorati ed un ulteriore violento litigio lo allontanò definitivamente dalla famiglia. All’età di 75 anni, un Paperone depresso e ormai privo della sua proverbiale vitalità, decise di ritirarsi dagli affari e di chiudere tutte le sue imprese per ritirarsi nella sua Villa.

 

Il Natale dickensiano di Uncle Scrooge

Giunto al suo 80esimo Natale, qualcosa in Paperone cambia. Decide così di conoscere i suoi nipoti, Paperino e Qui, Quo e Qua. Saranno proprio loro a spronare il decrepito “Zio Paperone” a ritornare quello di un tempo… A ritornare il temerario e leggendario papero d’affari che il mondo aveva conosciuto.

Insieme ai suoi nipotini “Zio Paperone” vivrà tantissime nuove altre avventure e a loro trasmetterà i tanti insegnamenti che la vita gli aveva dato, tra cui il segreto per diventare milionari.

 

L’ultimo disegno ed insegnamento del personaggio creato da Carl Barks

Zio Paperone muore nel 1967. E’ in quell’anno infatti che Carl Barks (il suo creatore) smette di scrivere e disegnare storie a fumetti.
Sulla sua ipotetica lapide (comparsa solo in una vignetta), compariva l’ultimo dei grandi insegnamenti di Zio Paperone:

“Fortuna favet fortibus” (la sorte aiuta gli audaci)


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