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Effetto Gennaio sulle Borse Italiane e Mondiali


Il tempo passa, ma i mercati sono sempre gli stessi e pertanto sempre pronti a stupire con la loro imprevedibilità e chi investe da tempo sui mercati ne sa qualcosa…

Stranamente però, esiste una eccezione alla regola che puntualmente si ripresenta ogni anno da decine di anni ed è l’effetto gennaio.

 

Cos’è l’effetto gennaio?

Si definisce effetto gennaio (the “January Effect”) quel fenomeno legato al calendario per cui gli indici azionari tendono a salire durante questo mese più che in ogni altro mese dell’anno e senza nessuna motivazione teorica.

Un pò di storia

I primi studiosi a documentare questo fenomeno furono Rozeff e Kinney nel 1976 con il loro lavoro “Capital Market Seasonality: the case of stock returns”. I 2 analizzarono l’andamento del NYSE dal 1904 al 1974 ed il risultato fu sorprendente:

Gennaio risulta da sempre il mese con il rendimento medio più alto dell’anno

Questo risultato fu confermato anche negli anni successivi ed anche sulle altre vorse mondiali. Nelo specifico, un’analisi accurata di questo fenomeno è stata presentata nel 2005 nell’articolo “The January Effect” di Haug e Hirschey. L’analisi riguarda aziende di diversa dimensione ed un periodo molto lungo che va dal 1802 al 2004.

 

I motivi alla base dell’effetto gennaio sulle borse

Le principali spiegazioni di questa anomalia dei mercati sembra essere legata a 2 motivi principali:

  • a gennaio gli scambi sono maggiori per via del ri-bilanciamento dei portafogli da parte degli operatori;
  • sempre a gennaio, gli investitori iniziano a riacuistare dopo aver venduto a dicembre per recuperare l’eventuale credito fiscale dovuto a minusvalenze.

 

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